Misteri di una Città Riverbend aveva l'odore di foglie marce e bugie non dette. Erano le tre del mattino quando Elara Vance , tirando su il bavero del suo trench, vide la catena della polizia che sbatteva pigramente contro il vento umido. Non doveva essere lì. Aveva promesso a sé stessa, al suo terapeuta e al suo gatto randagio che aveva adottato, che le storie oscure le aveva lasciate a Chicago. Ma la sparizione della studentessa universitaria Sarah non era solo un trafiletto di cronaca; era un’eco. Trent'anni fa, la stessa nebbia, lo stesso silenzio della polizia. "È una fuga volontaria, signora Vance. Torniamo a casa," aveva tagliato corto il capo della polizia, un uomo con la faccia stanca che puzzava di whisky e rassegnazione. Elara ignorò la sua retorica. Si inginocchiò nel fango fresco, lontano dal nastro giallo, e la sua mano incontrò qualcosa di duro e freddo: non una foglia, ma un minuscolo medaglione d'argento , così antico da sembrare fatto...